Come fare una caricatura di laurea non è una domanda da filtro. È una domanda da manifesto. Il volto sta al centro di un A0. Si vede da marciapiede, o non è una caricatura: è un avatar ingrandito.
Il papiro chiede un disegno pensato per la distanza. La pagina caricatura mostra gli stili che tengono. Qui sta il mestiere prima dello stile: la foto, la luce, la prova.
La foto, prima di tutto
Viso frontale, o quasi. Due occhi. Occhiali interi, se li porta. Capelli visibili, non tagliati dal bordo. Sfondo semplice. Niente gruppo, niente braccio teso da selfie con naso in primo piano, niente controluce da finestra.
Luce davanti. Finestra di fronte al viso, non dietro. Flash duro da sotto, no: fa maschera. Una stanza, giorno, telefono fermo. Se la foto è mossa, il tratto eredita il mosso e in A0 lo moltiplica.
Dettagli su cosa mandare: foto per caricatura. Qui il punto è uno: senza un volto leggibile in ingresso, nessuno stile salva l’uscita.
Guardatela come un foglio, non come una chat
Il telefono mente. Una preview a tre pollici è sempre «carina». Un manifesto 841 × 1189 mm è un altro animale: il contrasto deve tenere, il tratto deve essere grosso, il naso deve essere un naso da dieci metri.
Allontanatevi. Mettete il disegno a tutto schermo e fate due passi indietro. Stampate una prova in A4 e attaccatela in cucina. Se da due metri non riconoscete la persona, non è pronta. Non «si vedrà meglio in copisteria». In copisteria si vede di più, non di meglio. Se la riconoscete solo voi, gli zii in strada vedranno un ovale.
Gli esempi servono proprio a questo: foglio intero, volto grande, aria. Confrontate il vostro schizzo con quello, non con una sticker da gruppo.
Stile da manifesto, non da app
Inchiostro, pennarello, pop piatto, china secca: tengono. Il pastello morbido tiene se non diventa fango in stampa. Lo sticker tondo da chat, ingrandito, spesso no: è nato per sei centimetri.
Un solo volto. Non un collage di dieci facce. Non una scena di gruppo in cui il festeggiato è un francobollo. Il papiro ha un protagonista.
Revisioni: poche, guidate, sul manifesto. «Più simile» è una richiesta. «Più simpatico» no. Il registro è goliardico, cattivo sì, crudele no: il naso si può allungare, la malattia no, l’ex no. Una revisione sul contrasto vale più di cinque sul «sembra stanco»: in A0 la stanchezza è un’ombra, non un carattere.
Cosa non fare
Non mandate uno screenshot di una story. Compressione su compressione.
Non giudicate a letto, col telefono a venti centimetri. È il modo più rapido per approvare un volto che in A0 sparisce.
Non comprate solo il disegno e poi improvvisate rime e griglia la notte prima, se nessuno impagina. Il costo vero è l’oggetto intero. I numeri stanno in quanto costa una caricatura e in prezzi: 34,90 € IVA inclusa per il papiro completo, stampa in copisteria a parte.
I generatori gratis da telefono falliscono alla distanza. Onestà in caricatura di laurea gratis. Se vi serve il file da appendere, si parte da crea, con una foto giusta. Il resto — rime o cruciverba — sta sotto il volto, non sopra. Il volto, quello, si decide da due metri. Altrimenti state facendo una story. Non un papiro.