Come si impagina un papiro di laurea è una delle domande che Google mette sotto la ricerca principale. La risposta corta: l’occhio deve capire in tre secondi chi è il festeggiato. Tutto il resto è ornamento.
Il formato è A0 verticale. Le misure e i margini stanno in dimensioni del papiro. Qui parliamo di gerarchia, non di millimetri.
L’ordine che tiene
- Intestazione. Nome, corso, ateneo, data. Si legge da marciapiede. Niente corsivo da invito di nozze.
- Caricatura. Un volto, grande. Non un collage di dieci facce. Dettagli in caricatura di laurea.
- Testo. Rime in colonne corte, oppure un cruciverba in un rettangolo suo.
- Foto. Fascia, non muro. Ritagliate, con aria intorno.
- Chiusura. Un brindisi, un colore di facoltà, basta.
Se invertite i pezzi — logo enorme, faccia piccola, QR code al centro — ottenete un volantino di ateneo, non un papiro.
Un colore, non una festa di vernici
Ogni facoltà ha un colore. Medicina è rossa, ingegneria nera, giurisprudenza blu, economia gialla. La tavola completa è in colori delle lauree. Usatelo come nastro, filetto, fondo di una fascia. Non come tinta su tutto il foglio: in stampa i rossi urlano e i gialli spariscono.
Dieci colori «perché è allegro» è l’errore che si vede da venti metri.
Testo in A0
Le righe lunghe si perdono. Le rime vogliono poche parole per verso e un corpo grande. Il cruciverba vive in un riquadro: se lo spargete tra le foto, le definizioni diventano illeggibili e la parola nascosta non si fotografa.
Due blocchi di testo diversi — strofe e cruciverba e citazioni e hashtag — fanno rumore. Sceglietene due, al massimo.
Foto: tre vere battono venti screenshot
Una foto nitida di un episodio vero vale più di una griglia di storie Instagram. Ritagliate le teste, lasciate aria, non mettete cornici dorate. In A0 il pieno di immagini diventa fango grigio.
Se gli amici devono ancora mandarle, usate un link di raccolta, non una chat in cui i file si comprimono.
Cosa lasciare fuori
Logo di ateneo a tutta pagina. Motivi floreali da bomboniera. Filigrane. QR che puntano a una cartella Drive scaduta. Nomi copiati da un papiro trovato in rete. La galleria di esempi è fatta apposta per vedere un foglio pulito prima di sporcarlo.
Due prove prima della copisteria
Guardate il PDF su un monitor a dimensione pagina, poi stampate un A4. I nasi troppo piccoli e i corpi illeggibili si capiscono lì, non sul marciapiede. Poi si stampa in A0, come in stampa del papiro.
Se non volete impaginare a mano, Papiro tiene insieme questi pezzi in un file solo. L’impaginazione resta la stessa regola: un volto, un tono, un festeggiato.