Il papiro di laurea in Economia deve farsi capire dagli zii al primo sguardo. Giallo oro, una faccia, un testo che sa di Excel aperto in mensa, di microeconomia spiegata con le mani, di uno stage in cui si è imparato a fare caffè e a dire «valore aggiunto». Se copiate un papiro di giurisprudenza, resta il codice. In Economia il codice è VBA, e anche quello meglio non copiarlo intero.
Il corso produce persone che amano i grafici. Sul papiro un grafico finto — curva della domanda del sonno, picco a febbraio, crollo in sessione — può stare in un angolo. Sei istogrammi veri della tesi no. Quello è un slide deck. La festa non è un board.
Giallo oro, non giallo evidenziatori
Economia è gialla. Oro, nastro, tocco, corona. Attenzione al cugino: psicologia, in diverse sedi, è giallo più chiaro. Se sbagliate il filo, in corteo sembrate un altro dipartimento. Sul foglio il giallo è subdolo. Come fondo su tutto l’A0 sparisce in stampa, soprattutto su carta calda. Come fascia, filetto, tocco illustrato, resta.
Un nastro. Aria. Niente dieci colori «perché i mercati sono volatili».
Caricatura da saggi, non da broker di film
La caricatura non deve indossare una giacca di Wall Street se il laureando ha passato quattro anni in aula bunker. Cravatta solo se è una gag vera. Più onesto: laptop, grafici che nessuno legge, l’aria di chi ha detto «in equilibrio» mentre ordinava la terza birra. Il volto da dieci metri. Il resto è ornamento.
Evitate il simbolo del dollaro. Siete in Italia. L’euro a tutta pagina è da volantino di banca. Un foglio di calcolo con una cella in rosso, in un angolo, ride di più.
Ceteris paribus, e altre cadute
Le battute buone di Economia sono da corridoio, non da manuale. Chi trattava «esternalità» il coinquilino che non lavava. Chi ha costruito la tesi su un dataset e poi ha pianto. Chi diceva «è pricing» per ogni scelta, compreso il primo. Cattivo sì. Crudele no: niente RAL dei genitori, niente bocciature sbandierate, niente azienda dello stage messa alla gogna.
Versi che tengono:
La tesi parla di mercati e di rete / la festa parla del bar sotto palazzo, vedrete. Ha ottimizzato tutto, tranne l’ora di sveglia. Ceteris paribus, si laurea. Il resto varia.
Se la rima sta in piedi solo per chi ha dato econometria, accorciatela. La lettura è pubblica. Schema e limiti sono nella guida al papiro.
Cruciverba da dipartimento
Economia ama le parole lunghe. Sul papiro le parole lunghe si perdono. Quattro strofe vere, o un cruciverba con parola nascosta MERCATO, TESISTA, EXCEL, SPREAD — quest’ultima solo se è una gag del gruppo, non un vezzo da telegiornale. Definizioni corte: «luogo in cui la curva del sonno è inversamente correlata agli appelli».
La griglia sta in un rettangolo. Le foto in fascia: tre vere, non venti screenshot di Bloomberg toccato una volta in laboratorio. Gli esempi servono a vedere un foglio pulito prima di riempirlo di candele giapponesi.
Template giallo, stampa a parte
Il template di Economia parte con la banda giusta e lo spazio per il volto. Non è un bilancio: è una partenza che non vi fa uscire in corteo con il blu dei giuristi. A0, carta manifesto, copisteria. Il giallo chiedetelo a campione: su alcune carte diventa crema e il nastro si perde.
Raccogliete i ricordi prima della sessione, non la vigilia. I gruppi di Economia sanno fare un Gantt. Fatevelo, una volta, per il papiro.