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Facoltà

Papiro di laurea in Lingue, bianco umanistico e caduta in italiano

Papiro di laurea in Lingue: colore bianco, caricatura da viaggio e da dizionario, rime su C1 e traduzioni. Come fare il manifesto senza scriverlo tutto in inglese.

Il papiro di laurea in Lingue cade sempre nella stessa tentazione: sembrare un Erasmus stampato. Foto di capitali, tre idiomi, una citazione in originale, e zero fatti di corso. Il manifesto deve sapere di lezioni, di certificazioni, di traduzioni che hanno mangiato i weekend, di un relatore che correggeva le virgole in una lingua che non era la vostra di casa. Il viaggio sta, se è vero. Non sta al posto della laurea.

Se copiate un papiro di Lettere, restano i poeti italiani. Lingue ha altri scaffali, altri laboratori di conversazione, un altro modo di dire «fluente» e poi congelarsi all’orale. Scrivetelo.

Bianco, a volte un filo d’azzurro

Lingue è bianca, come Lettere: avorio, nastro, tocco. Alcuni corsi tirano sull’azzurro. Verificate la sede, poi un solo colore. Sul papiro il bianco senza contrasto sparisce: filetto scuro, fascia tenuta da un bordo, tocco illustrato. Carta calda. In copisteria l’avorio su carta bianca è un fantasma. Chiedete di vederlo.

Non fate un manifesto a bande da bandiera. Tre colori nazionali intorno al volto sono un gadget da stazione. Il papiro è un foglio italiano con una gag, non un consolato.

Caricatura da orale, non da valigia

La caricatura può tenere un dizionario, cuffie, l’aria di chi ha detto «lo parlo» e poi ha chiesto il menù con il dito. La valigia a tutta pagina è pigra: non tutti hanno fatto l’Erasmus, e chi non l’ha fatto non deve sparire dal disegno. Il volto da dieci metri. Un city skyline in sfondo è cartolina. Evitatelo.

Se una lingua è una gag visiva (un fumetto, un balloon), tenetela piccola. In A0 tre balloon in tre lingue diventano un fumetto illeggibile da marciapiede.

C1, traduzione, il congelamento

Cadute che tengono: chi giurava il C1 e poi chiedeva «come si dice?», chi ha tradotto la tesi e odiato ogni nota del relatore, chi mescolava le due lingue nella stessa frase al bar, chi trattava il laboratorio di conversazione come una serata. Cattivo sì. Crudele no: niente accento preso in giro fino all’osso, niente «non sa l’inglese» se è un complesso vero, niente destinazione Erasmus usata per snobbare chi è rimasto.

Versi:

Ha detto «fluente» a ottobre. / A febbraio l’orale l’ha fatto con il cuore in gola, e il resto. Due lingue in tesi, una in festa. / Lo zio capisce questa. È già una impresa. Erasmus nel curriculum. Il caffè, in dipartimento, resta.

Una strofa in lingua, se la caduta è chiara anche a chi non la parla: il suono deve portare il senso, o la riga dopo traduce. La guida è netta: inside joke da tre persone, no.

Cruciverba, definizioni in italiano

Un cruciverba con parola nascosta ERASMUS, TESI, ORALE, LINGUA. Definizioni in italiano. Una in lingua, se è facile e il gruppo la merita. Griglia sua. Niente griglia bilingue da esame: nessuno in cortile ha voglia di un cloze.

Foto: tre vere. Una di viaggio, se è nitida e c’è il festeggiato. Non venti. Gli esempi mostrano come un foglio resti un papiro anche quando il corso guarda fuori.

Crea, stampa, rileggete l’italiano

Si parte da crea. Bianco tenuto da un contrasto, volto, fatti. A0, carta manifesto. Una settimana per i ricordi. Fate rileggere il testo a qualcuno che non ha fatto Lingue: se i calchi dall’inglese restano, si sentono. In questo corso, i calchi sono il peccato professionale. Il papiro, almeno, fatelo in una lingua sola. Quella della festa.

Domande frequenti

Lingue ha lo stesso bianco di Lettere sul papiro?

Sì, bianco umanistico, con variazioni azzurre in alcuni corsi. Sul foglio serve un contrasto: l’avorio senza filetto, in stampa, sparisce.

Si può fare il papiro di Lingue in due lingue?

Una strofa, se il gruppo la capisce. Il resto in italiano. La lettura è in cortile: lo zio non deve chiedere il sottotitolo.

Dal testo al papiro stampabile.

Caricatura, rime e cruciverba nello stesso file A0.

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