I colori della corona di alloro sono la domanda di chi deve parlare col fiorista, non di chi deve comprare un poster. Il nastro, o qualche fiore, segue il colore della facoltà. L’alloro resta verde. Non colorate le foglie. Non inventiamo un Pantone di ateneo unico per tutta Italia.
Questa pagina non vende corone. La tavola completa, con note di sede, sta in colori delle lauree. Qui resta come quel filo arriva sulla testa, e come sta sul papiro senza inondarlo.
La scala che torna più spesso
Medicina è rossa. Giurisprudenza è blu. Ingegneria è nera. Economia è gialla. Lettere è bianca. Scienze e farmacia condividono il verde in molte sedi. Architettura sta spesso sul nero, a volte sul marrone. Odontoiatria sul lilla. Veterinaria sull’arancio. Scienze politiche su un rosso più scuro, a volte bordeaux. Infermieristica sul rosso sanitario, in alcune sedi sull’azzurro.
Psicologia e scienze della formazione sono le più instabili: giallo pallido, rosa, lilla a seconda del consiglio di corso. Informatica oscilla tra blu e nero, secondo se il corso sta in scienze o in ingegneria.
Se il nastro del vostro ateneo è diverso, vince l’ateneo. Un gruppo WhatsApp del corso e una foto dello scorso anno battono qualsiasi tabella nazionale. Lo zio che giura che «economia è verde» no.
Cosa chiedere al fiorista
«Corona di alloro da laurea, nastro nel colore di questa facoltà.» Basta. Se volete un fiore nello stesso filo, ditelo. Non serve un allestimento da matrimonio. Non serve coprire tutto di raso: il segno deve vedersi in foto, non nascondere la pianta.
Il significato è il lauro, il merito, il gesto. Il colore è riconoscimento di corso. Chi la mette in testa è un altro pezzo: di solito un familiare. Tre cose diverse.
Sul papiro, lo stesso filo
Il manifesto e la corona possono parlarsi. Un nastro, una fascia sotto l’intestazione, un tocco illustrato. Basta. Se colorate di rosso tutto l’A0, la caricatura scompare e la copisteria vi chiederà se volevate un manifesto politico. Il bianco di lettere, sul foglio, vuole un bordo: in stampa sparisce. Il nero di ingegneria sta bene su carta calda, male su foto già scure. Il giallo di economia urla se diventa fondo.
È la stessa scala, due oggetti. Il papiro si stampa in copisteria. La corona si ritira dal fiorista. A Padova il foglio è più visibile in strada; il nastro in testa resta. In città dove la famiglia dice cartellone, il colore sulla corona è spesso la prima ricerca. Non è un motivo per saltare il manifesto.
Triennale, magistrale, sede
Per triennale e magistrale il rito è lo stesso. Cambia eventualmente il tono della festa, non la pianta e non, di solito, il colore di facoltà. Alcuni atenei — Padova, Bologna, sedi del Sud — deroga su scienze politiche, lingue, infermieristica. Verificate. Poi tenete un solo colore, anche se il gruppo ha due opinioni.
Non esiste un «colore della tesi» ufficiale unico. La copertina della tesi è un altro mestiere. La ricerca «colori delle lauree» arriva da nastro, tocco, corona, a volte dalla banda del papiro. Non dalla tipografia della copertina.
Dopo la foto
Il gesto, le foto, la lettura del foglio. Se serve tenere il gruppo, i giochi: ruota e Avanti un altro. Le penitenze dopo, non mentre sistemate il nastro.
Un cruciverba nel papiro non ha un colore di facoltà: ha una parola nascosta. Il filo rosso o blu sta intorno, non dentro le caselle.
Il manifesto si prepara qui. 34,90 € il file. La corona, dal fiorista, con il nastro giusto. La tabella, in guida.