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Formato

Formato papiro di laurea: A0 o A1

A0 o A1 per il papiro di laurea: A0 è lo standard da marciapiede, A1 è un compromesso da interno. Quando ha senso scendere di formato.

La domanda A0 o A1 arriva quando il gruppo ha già il file e guarda il listino della copisteria. La risposta corta: il papiro di laurea sta in A0. A1 è un compromesso. Non è il formato sbagliato in assoluto. È il formato che dimezza l’oggetto.

Le misure vive, i millimetri, i margini, stanno nella guida alle dimensioni in A0. Qui si decide. Non si ricontano i 841 × 1189 millimetri.

Cosa cambia, in pratica

A0 è circa 84 × 119 cm. Da marciapiede si legge senza occhiali nuovi. La caricatura può occupare un terzo del foglio e restare una faccia. Le rime stanno in colonne corte con un corpo grande. Il cruciverba vive in un riquadro e si fotografa.

A1 è metà area. La faccia diventa più piccola, o il testo si pigia, o le foto spariscono. In un salotto, appeso a una parete, può bastare. In corteo, in cortile, sotto ateneo — a Padova come altrove — A1 sembra un annuncio, non un cartellone.

A2 e A4 non sono candidati. A4 è la prova. A2 è un poster da camera.

Quando A0 è obbligatorio

Se prevedete una lettura pubblica. Se il foglio deve stare in strada o in un cortile pieno. Se la caricatura è il centro e volete che zii e passanti riconoscano la persona. Se il gruppo ha speso settimane a raccogliere fatti: nasconderli in un A1 è uno spreco.

È il caso della maggioranza dei papiri. Le copisterie sotto ateneo stampano A0 ogni settimana. Cosa dire al banco sta in stampa del papiro: «A0 verticale, carta da manifesto, PDF ad alta risoluzione, ritaglio netto».

Quando A1 ha senso

Festa solo al chiuso, muro basso, niente corteo. Un appartamento. Un ristorante che non vi fa attaccare un lenzuolo. Un secondo esemplare da tenere in casa, dopo che l’A0 ha fatto la giornata. Un budget di stampa stretto, se avete già accettato che l’effetto cala.

Non scegliete A1 «perché tanto si vede nelle storie». Nelle storie si vede tutto. Dal vivo, no.

Se scendete di formato, non rimpicciolite un A0 alla cieca. I corpi diventano illeggibili, i nasi si perdono, i margini spariscono. Impaginate per A1, o accettate un foglio più piccolo con gli stessi blocchi più ariosi: meno foto, meno strofe, stessa gerarchia. Un volto grande batte dieci riquadri microscopici.

Il prezzo non è l’argomento principale

A1 costa meno della carta. L’A0 a colori, su manifesto, sta spesso in una fascia da decine di euro, non da centinaia. Il file — caricatura, rime, PDF — è un altro conto: su Papiro sono 34,90 €, stampa a parte. Risparmiare tre-otto euro sul formato e perdere la lettura da marciapiede è un cattivo scambio.

La plastificazione pesa più della differenza A0/A1. Decidetela prima, per il foglio che deve sopravvivere, non «perché magari piove».

Prova in A4, decisione sul muro

Stampate una prova A4 dello stesso file. Se in A4 il volto è già piccolo e le rime già strette, in A1 sul muro saranno peggio, non meglio. L’A4 non simula l’A0. Simula gli errori.

Poi guardate il luogo della festa. C’è un muro. C’è vento. C’è un corteo. C’è solo un salotto. Quello decide, non un forum.

La corona di alloro non c’entra col formato: sta in testa. Il papiro sta al plotter. Dopo la lettura, se serve tenere il gruppo, ci sono i giochi e le penitenze. Prima, scegliete il foglio.

Il file si prepara qui, già in A0. Se volete A1, ditelo in copisteria e controllate i margini. Non mandate uno screenshot.

Domande frequenti

Meglio stampare il papiro in A0 o in A1?

A0 se potete: si legge da marciapiede e la caricatura resta un volto, non un francobollo. A1 ha senso solo per una festa al chiuso, con poco muro.

A1 costa la metà, vale la pena?

Risparmiate sulla carta, non sull’effetto. L’area si dimezza. Se il papiro deve fare da copione in lettura pubblica, restare in A0 conviene.

Dal testo al papiro stampabile.

Caricatura, rime e cruciverba nello stesso file A0.

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