Un papiro di laurea con Word è l’idea di chi ha scritto la tesi nello stesso programma e pensa che un manifesto sia una tesina più grande. Non lo è. Word pensa in A4. Il papiro sta in A0. Tra i due c’è un plotter, e il plotter non legge i margini della tesi.
Si può usare Word. Per scrivere. Non per stampare il foglio della festa.
Word pensa in A4
Pagine, sezioni, intestazioni da documento, immagini che «si spostano da sole». Va benissimo per un relatore. Su un manifesto 841 × 1189 mm quelle abitudini diventano un disastro: volto piccolo, testo a blocchi giustificati, foto che saltano pagina.
Le dimensioni non sono un’impostazione nascosta in Layout. Sono il formato del papiro. Se il file nasce A4, in copisteria «ingrandito» resta un A4 ingrandito: pixel, nasi, font da corpo tesi.
Word ha un «formato personalizzato». In teoria ci sta un A0. In pratica ottenete un documento enorme, instabile, che in copisteria arriva come un problema. Non come un manifesto.
L’impaginazione di un manifesto è gerarchia da marciapiede. Word è gerarchia da ufficio.
Quando la prova A4 è onesta
Stampare un A4 del papiro finito è onesto. Serve a vedere se i corpi si leggono e se la caricatura è un francobollo. Quell’A4 è una riduzione di un A0, non il documento originale.
Scrivere le rime in Word è onesto. Un elenco di fatti, un cruciverba in bozza, un copia-incolla. Poi quel testo cambia casa. Non mandate il .docx al banco.
La stampa chiede un PDF di manifesto, font incorporati, ritaglio netto. Word, esportato di fretta, manda un PDF da tesina. Si vede.
Cosa Word non sa fare
Non tiene una caricatura alta un terzo del foglio senza litigare con l’ancoraggio. Non tiene un cruciverba in un riquadro nitido. Non tiene una fascia di foto con aria: mette cornici, didascalie, interruzioni.
Non parla la lingua della copisteria. «Pagina 1 di 1» su un A0 è già una confessione: stavate facendo un documento, non un manifesto.
Il colore di facoltà, usato come sfondo di sezione, in Word diventa un rettangolo sporco. Su un papiro deve essere un nastro. Strumento sbagliato, segno sbagliato.
Le caselle di testo che «stanno ferme» sul monitor, in stampa spesso non stanno. Un manifesto non è un insieme di text box. È un foglio.
Se lo fate comunque
Formato pagina A0, se il driver ve lo concede. Margini larghi. Niente giustificato. Un font solo, grosso. Un’immagine sola, grande. Accettate che sarà un foglio povero. A volte un foglio povero è meglio di un Canva barocco.
Poi una prova vera. Poi il PDF. Poi il banco. Non un file mandato su WhatsApp con scritto «è in Word però si capisce».
Se il .docx è l’unico file che avete la mattina della laurea, stampate in A4 e fate ammenda. Non chiedete alla copisteria di fare il grafico in mezz’ora. Non è il loro mestiere, e non è un papiro.
L’alternativa
Un tool che nasce A0. Papiro costa 34,90 € IVA inclusa: PDF da copisteria, stampa esclusa. Word resta per le strofe, se vi piace scriverle lì. Gli esempi mostrano fogli che non assomigliano a una tesi, e non è un caso.
La tesi sta in Word. Il papiro sta al muro. Sono due mestieri. Teneteli distinti.
Word vince sulla bozza del testo, la sera in cui raccogliete i fatti. Perde sul plotter. Usatelo dove vince. L’A0, dopo, cambia casa.