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Percorso

Papiro triennale o magistrale

Papiro triennale o magistrale: è lo stesso manifesto. Cambia l’intensità dei fatti, non il formato e non una regola di ateneo. Quando farne due.

Un papiro triennale o magistrale è lo stesso oggetto. Manifesto goliardico, A0, volto, fatti, copisteria. Non esiste un regolamento di ateneo che dice «alla triennale no» o «alla magistrale in A1». Lo decide il gruppo. Cambia l’intensità, non il mestiere.

Se cercate una norma, non c’è. Se cercate cosa scrivere, sì: gli anni in più si sentono, e si devono sentire.

Non c’è una regola di ateneo

Nessuna facoltà vi obbliga al papiro. Nessuna lo vieta. La pergamena — il diploma — è un altro oggetto, e arriva dall’ufficio, non dagli amici. Il papiro è della festa. Triennale, magistrale, ciclo unico: il foglio non chiede il tipo di titolo, chiede un corso che abbia storie.

A Padova come a Bari, la tradizione è del gruppo, non del rettore. La guida non spezza i due casi. Non lo facciamo neanche qui.

Chi dice «alla triennale non si usa» sta descrivendo il proprio corso, non l’Italia. Chi dice «solo in magistrale, sennò è presto» sta facendo etichetta. Il papiro buono ignora l’etichetta e usa i fatti.

Il tipo di titolo non cambia il formato. Non esiste l’A0 «da magistrale» né l’A1 «perché è solo triennale». Se stampate piccolo per risparmiare, risparmiate effetto, non rispetto accademico.

Cosa cambia nel testo

Alla triennale i fatti sono più corti: matricola, primo fuori sede, un esame-mostro, un Erasmus se c’è. Il tono può essere più lieve. «È solo l’inizio» sta in una strofa, non in tutto il foglio: suona da biglietto.

Alla magistrale il corso si conosce meglio, e la cattiveria ha più materiale. Relatore, tesi, anni in più nello stesso bar. Le rime tengono se non ripetete il papiro di tre anni prima. Nuovi fatti, o non fatelo.

Se i fatti sono gli stessi, il secondo foglio è una ristampa. Cambiate aneddoti, non il font. La festa capisce la differenza.

Il registro resta lo stesso: cattivo sì, crudele no. Gli scherzi della festa possono salire di volume; il foglio no, se in prima fila ci sono ancora i nonni.

Cosa non cambia nel foglio

A0. Una caricatura. Un blocco di testo o un cruciverba. Una fascia di foto. Un colore di facoltà. L’impaginazione non ha una versione «da magistrale» più seria. Serio, sul papiro, è un errore.

Il prezzo del file, se lo fate online, non cambia col titolo. 34,90 € IVA inclusa, stampa esclusa. Il plotter non chiede se è L-18 o LM-56.

Due papiri, due feste

Se il gruppo è lo stesso, due fogli in tre anni possono essere belli o pigri. Belli se il secondo non copia il primo. Pigri se cambiate solo la data in intestazione.

Non è obbligatorio farne due. Non è un tradimento farne uno solo, quello in cui c’erano le storie. Alcuni corsi festeggiano la triennale e saltano la magistrale, o il contrario. È mestiere degli amici, non un percorso ECTS.

Negli esempi non c’è una galleria «triennali» e una «magistrali». C’è chi ha un volto e un tono. Basta.

Chi decide

Gli amici. Qualche volta i genitori, se il corso è sparso. Quasi mai la segreteria, e mai un forum. Se il laureando lo pretenda, il papiro smette di essere una sorpresa e diventa un ordine: funziona lo stesso, è un altro gesto.

Si parte da crea con il titolo di oggi. Il resto — tre anni o cinque, Padova o Milano — sta nei fatti che mettete sotto il nome.

Ciclo unico, professionalizzante, fuori corso: stesso discorso. Il papiro non classifica il titolo. Classifica il corso, se il corso ha qualcosa da dire.

Domande frequenti

Il papiro della magistrale è diverso da quello della triennale?

No, come oggetto. A0, caricatura, rime o cruciverba, foto. Cambia il testo: più anni, più fatti, meno «è solo l’inizio». Non esiste un formato da regolamento di ateneo.

Si fa il papiro anche alla triennale?

Sì, se il corso ha voglia di un foglio. Non è obbligatorio né alla triennale né alla magistrale. Lo decidono gli amici, non la segreteria.

Dal testo al papiro stampabile.

Caricatura, rime e cruciverba nello stesso file A0.

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